2066. Fisica aliena

– Due o più sistemi oscillanti periodici, posti ad una distanza sufficientemente ravvicinata e giacenti sullo stesso piano, tendono a sincronizzare i loro periodi…

– …evidentemente sono su un altro piano

* * *

http://www.lescienze.it/news/2015/07/23/news/sincronizzazione_pendoli_onde_sonore-2700127/

http://fisicaondemusica.unimore.it/Sincronizzazione.html

Annunci

2048. POLI OK, non sei ok per niente

E scopro, ahimè dopo un anno dal misfatto, che uno dei miei aforismi cui sono più affezionato è stato utilizzato in un “brano musicale”, “Love me” di tal “Poli ok” diventando l’emblema del sedicente “autore”. Di per se potrebbe anche essere una gratificazione, benché discutibile il contesto in cui l’aforisma è stato inserito e la furbata del leggero maquillage per evitare noie, se non fosse che non vengo citato da nessuna parte, ne sono stato come minimo contattato o informato. Nessuno si prenderà la briga di fare una ricerca su internet e così sarò stato scippato di un merito intellettuale a beneficio del lucro e dell esposizione pubblica di un altrui che di interesse intellettuale, e di buon gusto, pare non ne detenga affatto. Cosa dovrei fare, intentare una causa? Di certo queste sono le cose, già avvenute anche in passato, che fanno estingure in me la voglia di scrivere e venire quella di chiudere definitivamente i battenti a questa fogna di “umanità”. La morale è sempre la stessa: “Mai dare le perle ai porci”. Prima o poi lo capirò.

L’aforisma incriminato è “Non è l’Amore troppo grande, ma noi troppo piccoli” che, ammesso ne abbiate voglia, potete verificare essere presente su questo e su altri blog con puntuale attribuzione, oltre che nella seguente pagina:

http://www.aforismario.eu/2019/03/autori-di-aforismi-inediti-3.html

2038. Appuntamento a Piazza Chiticaga

“Non giudicare e non sarai giudicato”… o il cosiddetto “Figlio di Dio” non aveva capito un beneamato o questo ammonimento sibillino è stato per duemila anni recepito in senso invertito. Gli esseri umani adorano essere giudicati, ed ogni loro azione pubblica verte al consapevolmente influenzare giurie e verdetti. E arriverei persino ad affermare, senza tema di smentita, che quello d’essere giudicati(ovviamente bene, seconda dello specifico contesto) sia il loro più grande bisogno e desiderio, oltre che unico motore e scopo esistenziale. Quindi, parafrasando, “Giudica, altrimenti corri il rischio che nessuno giudichi te”

2016. L’inconsapevolezza manifesta

Sembra che il Santo Graal dei nostri tempi sia la cosiddetta “Consapevolezza”. Qualcosa di cui tutti parlano e straparlano, su cui si formulano ipotesi, vagheggiamenti e tanta vuota retorica. Su cui si creano miti, paradigmi, dogmi, dottrine, ma su cui praticamente nessuno sembra avere il minimo barlume di concreta chiarezza. Consapevolezza è semplicemente una parola, di cui uno dei sinonimi più aderenti ed efficaci è: responsabilità. È facilissimo quindi, scambiando i due termini in un discorso, verificare se ciò di cui si parla ha senso oppure no. Un test infallibile ma di poco successo, poiché di solito chi rincorre l’utopica “consapevolezza” è proprio dalla responsabilità che sta fuggendo

1961. Stille di lingua morsicata

– Alla tua età già due figli piccoli a cui badare…

– Ma no, ne ho solo uno!

– Ma si, l’altro è quello che ti ostini a chiamare marito. D’altronde capisco che sono solo parte del tuo continuare a giocare a fare la grande, visto che ancora vuoi dipendere anima e corpo dagli adulti e non manifesti alcuna intenzione di crescere. Visto che ancora sbatti i piedi e fai capricci, bronci e moine per ottenere dagli altri quello che vuoi, invece di impegnarti per raggiungere i tuoi obiettivi in autonomia. E mentre tu te ne stai nel tuo magico mondo immaginario, noi continuiamo a badare a te e ai tuoi balocchi; ma un giorno non ci saremo più e, volente o nolente, ti dovrai assumere quelle responsabilità e quei carichi che distribuisci altrove. E ti assicuro che ti accorgerai quanto la favola della cicala e della formica fosse vera