0947. Rovistando in soffitta, ovvero “Dio si chiede mai perché esiste?”

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Se è già di per sè un aberrazione, contro ogni logica e ragione, che il nulla possa aver generato qualcosa, ancora più aberrante ed inaccettabile è che questo qualcosa abbia potuto generare, a sua volta, la coscienza di Essere. Ma non solo: persino la coscienza di essere un aberrazione contro ogni logica e ragione.

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L’INDIFFERENZA DI AMLETO
Espressioni del Nulla
Semplici espressioni
Vacue, eteree espressioni
Come un “ma”, un “se”, un “forse”
Interpretabili, fraintendibili, significabili…
Infinite risposte ad un unica domanda.
Domanda che nessuno ha posto.
Nessuna risposta!
Come parola
Fatta di niente
Tra due spazi vuoti
Siamo!
Essere? Non Essere?
Nulla fatto di Nulla
Persino il problema

(Equilibristasquilibrato aka Magodifolk, 28 settembre 2009)

LeBateauIvre commented:
“Forse” Nulla è solo il nome di qualcosa a cui non sappiamo dare un nome. “Se” così fosse la coscienza di Essere sarebbe coscienza di qualcosa, “Ma” se così non fosse più che un’aberrazione a me sembra un miracolo. il dubbio in ogni caso rimane sempre il nostro migliore amico.

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0921. Esorcismo, ovvero “Omnia Vincit Amor Et Nos Cedamus Amori” (Lsdss inspired&devoted

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Roma, Addì 2 Maggio 2014
Oggi, dopo quasi 44 anni di lunga attesa, sono riuscito finalmente a penetrare in questo affascinante luogo. Luogo che, per stranissimi “casi”, non ho mai avuto modo di visitare prima, nonostante tanti buoni propositi e nonostante l’esserci passato accanto innumerevoli volte. Persino ieri mi sono trovato davanti il cancello sprangato. Giornata uggiosa, un atmosfera perfetta per passeggiare dentro questo verde gioiello. I cimiteri, piuttosto che deprimermi, hanno invece la straordinaria capacità di rasserenarmi profondamente l’animo. E questo, anche se ancora non lo sapevo, più di qualsiasi altro in cui sia stato sinora. Entriamo e rimango sconcertato: me lo aspettavo più piccolo. Si stendono a perdita d’occhio su di un crinale terrazzato, seminascoste da una vegetazione curata e lussureggiante, e da miriadi di cipressi, un infinità di sepolcri e monumenti funebri di tutte le epoche e di tutte le nazionalità; in file serratissime. Sembra un anfiteatro per i morti in cui a dare spettacolo per loro sono i visitatori, i cosiddetti vivi. Quando passeggio per un cimitero mi piace soffermarmi sulle epigrafi. Nel leggere anche solo i nomi, pur non conoscendo le persone cui appartenevano, vi è il potere di evocare per un attimo nell’aldiquà quelle identità perse nell’oblio dell’oltretomba. Superato quindi il primo impatto di paralizzante smarrimento, comincio a percorrere metodicamente, a serpentina, gli strettissimi labirintici vialetti, cercando di rendere il mio mnemonico omaggio a più trapassati possibile. Nobili d’altri tempi, artisti, professionisti, studenti, soldati, mogli, mariti, figli, tutti accomunati dalla ventura d’aver vista mietuta la propria vita lontani dalla patria e/o dal non essere cattolici. Una sorta di ghetto post-mortem; un meraviglioso ghetto! Un piccolo drappello di stupendi gatti si aggira tra le tombe totalmente a proprio agio nel convivere con quella, all’apparenza tetra, compagnia. Qualcuno si arrampica giocoso sugli alberelli più bassi, qualcuno sta acciambellato su di una lapide, come stesse in grembo ad un essere umano ancora in vita. Sento che è bello stare qui, ed a tratti mi sfiora uno strano sentimento molto simile all’invidia. Mia figlia, meno assidua e paziente di me, si muove a casaccio lontano, puntando i monumenti più appariscenti e belli. Mi è dappresso, mi oltrepassa, poi si ferma ad aspettarmi. La raggiungo, e pensando(erroneamente) si sia fermata lì perchè ha trovato interessante la tomba cui sta accanto, mi volto a guardare. Sono le 15.00 in punto, come fosse l’ora di un appuntamento. Leggo il nome della donna a cui appartiene e subitaneamente mi pervade un violento senso di sgomento, quasi avessi letto il nome di una persona cara invece che quello di una perfetta sconosciuta. Un misto di sorpresa e gioia che mi stordisce. Mi siedo, devo capire il perchè di questa sensazione così inaspettata e spiazzante. La consultazione su internet aggiunge lo sconvolgimento al turbamento. Malwida von Meysenburg fù colei che volle e realizzò il fatale incontro tra due suoi intimi amici: Friedrich Nietzsche e Lou Salomè.

Come non farmi assalire dal sospetto che questo sepolcro stesse aspettando proprio me da ben 111 anni? Un numero che sembra uscito da una fiaba in cui, la strega od il mago cattivi, gettano il loro nefasto incantesimo sui protagonisti. All’improvviso mi sembra di essere dentro una scena de “La casa sul lago del tempo”. Quelle uniche due parole mi colpiscono come proiettili: Amore, Pace… ci sono entrambi, e mi pare manchi solo Tu… Noi. Mi ritrovo poggiato sullo spigolo di quel letto funebre lasciando spazio per un ospite che debba presto sedermi accanto. Mi guardo intorno, scruto ovunque, attendo come ci fossimo intesi d’aspettarci qui. Mi sembrerebbe la cosa più normale del mondo, a questo punto, vederti sbucare all’improvviso da dietro un albero e venirmi incontro con quel Tuo caratteristico passo lesto ma controllato, sorridente e con negli occhi quello scintillio di pura gioia che ben conosco, assolutamente indelebile nei ricordi. E invece no, non ci sei, e mi raggela in un istante il riaffacciarsi della consapevolezza probabilmente non ti rivedrò più; e dire che ero convinto d’essermi ormai rassegnato. Mi accorgo di quanto sia abnorme, ed incolmabile altrimenti, il vuoto che hai lasciato in me. Di quanto sia stato beffardo il Destino a sbatterci su due fasi asincrone del Tempo; perpetuamente a rincorrerci, per poi sfiorarci, e poi ancora di nuovo sfuggirci. Di quanto sia stato crudele a portarmi qui oggi, oggi che Tu non ci sei…

“Perfavore, raggiungimi! Ho piantato un seme di speranza nella terra che ricopre la nobile Malwida; mi piacerebbe germogliasse per vederlo poi fiorire tra le Tue mani”

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“Una fanciulla molto singolare (Rée dovrebbe averGliene scritto),  la cui conoscenza, come in altri casi, io devo al mio libro, mi sembra sia giunta nel pensiero filosofico all’incirca agli stessi risultati cui è giunto Lei” (Dalla lettera di Malwida von Meysenburg a Friedrich Nietzsche – Roma, 27 Marzo 1882)

Nietzsche conobbe Lou il 26 aprile e rimase così sconvolto dalla sua personalità, da chiederla in moglie

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“Tutto si diparte, tutto torna a salutarsi, eternamente fedele a se stesso rimane l’anello dell’essere”…. oggi, 9 luglio 2015, so che è vero! Il Male vince battaglie, ma mai la guerra…

0909. Sacerdote di Me in Te

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Sei il tempio in cui mi compiaccio servire
Il tuo cuore è il sacello in cui è riposta la mia Divinità
Un idolo con le mie medesime fattezze

Quando mi prosterno per sfiorarti i piedi
E’ l’Essere di me cui ancora non attingo che stò adorando
Mi amo amandoti e amandomi ti amo

Su una pira d’Amore la mia carne brucia
Sono l’olocausto di me stesso per me stesso
E prego che sempre ti sia gradito

Dai pace alla mia anima…
Permettimi ancora di scorgere riflessa
La mia immagine nel tuo sguardo

(30 Giugno 2012)

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http://youtu.be/brGFabR0dqA

Deeper than deep you took me on a trip baby
You shared your wildest dreams and more
You dare me to express my feelings to you
I never felt that need before
…..
You can sacrifice me, sacrifice me
You can be who you wanna
You can be who you wanna be

0897. Il bello della campagna (Chiediloamanu republished for)

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La mia casa è direttamente confinante con una tenuta agricola. Ogni anno a fine Agosto mietono il mais. Poi arano e concimano con lo sterco. E magicamente mi ritrovo invaso dalle mosche per tutto Settembre, con pesanti ripercussioni sulla mia salute mentale. Sono giunto alla conclusione che quella della mosca debba essere la peggiore delle incarnazioni possibili. Evidentemente nutrirsi di merda è cosa veramente disgustosa anche nel corpo di un insetto adattato allo scopo, altrimenti non si spiegherebbe come mai facciano di tutto per indurti a sterminarle. Nessun altro animale è così determinato e ostinato nell’obiettivo di molestare gratuitamente, fino a provocare immancabilmente l’ira funesta dei soggetti alle loro attenzioni. Che altro motivo ci potrebbe mai essere in tanta impudenza se non una volontà suicida volta a sfuggire alla più meschina delle esistenze? Un ingrediente che la Natura non dimentica mai nel generare le sue creature è la prudenza. Sicchè nessun essere, escludendo l’uomo, compie azioni inutili, superflue o nocive per la propria sopravvivenza. Ecco che, questo grado di parentela dimostrato dalla somiglianza di comportamento tra uomo e mosca mi induce malignamente, a volte, ad intravvedere nell’umana massa che mi circonda quali saranno gli individui che andranno in futuro a rimpinguare le schiere di Belzebù(Baal-Zebub=Signore delle Mosche). Ci sono esseri umanoidi che sembrano venuti al mondo col semplice ed esclusivo scopo di rompere i coglioni al prossimo. Parrebbe che per loro non esista altro di importante nella vita che perseguire col massimo zelo e scrupolo la loro funesta missione. Totalmente immuni alla saggezza del “vivi e lascia vivere”, indefesse ed indebellabili, fino ad eventuali estreme conseguenze, continuano a vomitare merda per tutto il corso dei loro giorni. Oh quale magnifico contrappasso, allora, che esse scontino il loro karma costrette, per sopravvivere, ad ingollare putridume della medesima natura, un tempo, si beavano spandere generosamente per il mondo… (Magodifolk, 22 settembre 2011)

0759. La Resa, ovvero “Di quando arrivò”

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Quello che segue è un mio vecchio componimento che ha segnato una delle svolte più importanti della mia vita

NESSUNO
Chi potrà mai salvarmi dalla Vita?
Chi potrà mai salvarmi dal Dolore?
Chi potrà mai salvarmi dalla Paura?
Chi potrà mai salvarmi dall’Amore?
Chi potrà mai salvarmi da Me Stesso?
Da quando sono nato mi hanno insegnato che bisogna combattere!
Ho imparato bene, sono diventato un guerriero coraggioso
Non mi sono mai tirato indietro di fronte alla battaglia
Sono orgoglioso delle mie innumerevoli cicatrici 
Ma mi accorgo che anche le vittorie sanno di sconfitta
Che questa eterna guerra è inutile e infruttuosa.
Ora cerco chi mi insegni quello che non sò fare
Ora cerco qualcuno che forse non è mai nato
Qualcuno che mi insegni come si fà, ad arrendersi

0005. Forever

0005

GRAZIE ALLA VITA
Perché non sono ancora stanco di cavalcare le emozioni,
Preferendo l’adrenalina che spacca il cuore alla paura dell’ignoto

Perché ho ancora la forza di correre senza meta
Giocando a non farmi acchiappare dal Passato
E così creando il Tempo

Perché so ancora chiudere gli occhi e rabbrividire
Respirando il vento freddo della libertà

Perché la Bellezza sa ancora possedermi e meravigliarmi
Facendo tacere qualsiasi giudizio

Perché la Vita vuole ancora vivermi

Magodifolk

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Litfiba – Brado

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Brado

Cuore selvaggio e istintivo
schiantato dalla quotidianità lo sai
che il Dio lavoro procura stress
essere liberi non è mai gratis, mai
gratis mai gratis
sono un pericolo e un cavernicolo uh!
io lotto il mio presente con fantasia
sono me stesso fuori dal coro
pecora nera è il mio lavoro, e sono…
Brado vado al contrario
sto bene fuori senza padroni
io sono Brado sono un randagio
non mi nascondo vorrei baciare il mondo
ma il mondo è una signora che si vende a chi la paga di più
mi sveglio e annuso intorno
l’istinto non mi ha mai lasciato a piedi no!
prima capire e poi reagire
questo è il motivo per cui son vivo,
e sono …
Brado vado al contrario
sto bene fuori senza padroni
io sono Brado sono un randagio
non mi nascondo vorrei baciare il mondo
ma il mondo è una signora che si vende a chi la paga di più,
lo sai tu che il mondo è una signora che si vende a chi la paga di più,
lo sai tu non me ne vanto,
non sono un santo io sono padre,
sono figlio e sto d’incanto
dentro il recinto è sempre un tormento è…eh
perché io tra gli sguardi vedo grande smarrimento?
e vedo l’ansia vedo?
e la paura credo?
e occhi schizzati da omologati?
e tutti in fila? e tutti uguali?
sono desperado, son desperado
io sono Brado vivo al contrario
non mi nascondo vorrei leccare il mondo
ma il mondo è un politico che si vende a chi lo paga di più,
lo paghi tu che il mondo è una puttana che si vende a chi la paga di più, e paghi tu! e paghi tu! …Brado e fotto il blocco;
io fotto il blocco;
io fotto il blocco;
fotto il blocco e faccio scacco ti faccio scacco,
ti faccio scacco ti faccio scacco, ti faccio scacco e fotto il blocco, io sento e vedo, e vedo e parlo io sono Brado, io sono Brado io sento e vedo, io sono Brado io sento e vedo e vedo e parlo io sono Brado, io sono Brado io sono Brado

Litfiba