2081. Cogliere la differenza

Il sofista è come un albero basso e fronzuto di concetti e retorica, la cui vicina chioma vi ripara e vi fa ombra nascondendovi il sole. Il filosofo invece svetta sottile verso l’alto, lasciandovi lontani ed esposti al sole bruciante, ma indicandovi l’infinità del cielo

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2074. Apatìa

Il quotidiano continuo bombardamento di immagini ed informazioni ci ha a tal punto saturati da averci fatto perdere il contatto con la realtà. L’assuefazione ipnotica alle immagini caleidoscopiche, cui siamo ininterrottamente sottoposti, ci ha resi completamente insensibili allo straordinario ed al meraviglioso che nel reale, a volte, come un dono di conoscenza ci si mostrano per incantarci e mostrarci la via verso mondi altri. E così una vana fantasia ha preso il posto dell’immaginazione, avvolgendoci come una nebbia penetrante, e privando l’intelletto del suo nutrimento: l’entusiasmo dello scoprire e del fare per essere

2072. Due amori

In molti amano la bellezza dei fiori. Taluni ne spogliano le piante e li pongono in vasi come ornamento; ma questi presto appassiscono e così spesso vengono cambiati, di solito anche nella varietà. Talaltri, invece, amano vieppiù il curare la pianta durante la lunga attesa della giusta stagione e vedono nei fiori il premio del loro impegno; non gli importa dell’inevitabile sfiorire perché a loro interessa il rinnovarsi della sfida del rendere possibile una nuova fioritura. Se tra i due ci sia un modo più corretto di amare nessuno lo sa, ognuno semplicemente compiace se stesso percorrendo la propria strada. Ma guai quando due strade, così diametralmente opposte, malauguratamente si incrociano

2069. Voids, ovvero “L’arte perduta di mantenere un segreto”

Dicono che i social abbiano dato l’avvio all’apoteosi storica del dominio dell’ego. Ma a ben pensarci, una volta che hai divulgato pubblicamente ogni più piccolo dettaglio di ciò che possiedi, del tuo corpo, delle tue abitudini, delle tue vicende quotidiane, dei tuoi gusti, delle tue relazioni interpersonali, dei tuoi aneddoti biografici, dei tuoi problemi e delle tue gioie, dei tuoi stati d’animo, delle tue antipatie e simpatie, dei tuoi pensieri e delle tue idee(per chi ne ha), e persino della tua sfera sessuale, direi che dell’ego rimanga ben poco; giusto un guscio svuotato e fragile. L’aspetto tragicomico di tutto ciò è che l’intento sarebbe di rendersi interessanti… ma a chi interessa visitare luoghi in cui non c’è niente di inaspettato da scoprire? Anzi, visto che il “meglio” è stato già messo in piazza, se qualcosa è eventualmente rimasto di cui stupirsi, ci si può scommettere, non sarà qualcosa di bello. Per cui, perché mai accollarsi l’onere del dispiacere? Oltretutto questa “complicità” allargata mina alla base l’intimità su cui si fondano i legami più stretti, che sono poi proprio i più solidi puntelli su cui si costruisce la personalità, o se preferite “l’ego”. Cosa altro aspettarsi allora da gusci svuotati che interagiscono tra di loro se non pura superficialità? Ed ecco che, paradossalmente, così facendo la psiche non nutrita collasserà e l’ego, che ne è la sua espressione esteriore, non potrà far altro che rovinare insieme a lei

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2067. Disarmonia è disamore, ovvero “Peccato!”

Siamo macchine desideranti fuori controllo. E preferiamo sempre spenderci nell’impossibile obiettivo di dominare e dirigere ciò che a noi è esterno per ricondurlo a ciò che siamo, piuttosto che dedicarci ad un impresa perfettamente alla nostra portata: ossia dominare e dirigere ciò che siamo per ricondurlo a ciò che a noi è esterno

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2058. La morte seconda

Il rischio è connaturato al vivere, così il tentare(infruttuoso) di evitarlo ad ogni costo equivale filologicamente a “non vivere”. Tuttavia, tralasciando incoscienti, personalità disturbate e maniaci autodistruttivi, tra chi del rischio si fa carico è davvero difficile trovarne molti che non preferiscano rischiare la vita stessa piuttosto che rischiare di avere torto nelle loro convinzioni, e di conseguenza cambiare idea.

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«Perché mai, o padre, Dio non ha accordato l’intelletto a tutti?».
«È perché ha voluto, figlio mio, che l’intelletto fosse posto tra le anime come un premio che queste dovessero guadagnarsi».
«E dove l’ha dunque posto?».
«Ne ha colmato un grande cratere che ha inviato sulla terra, e ha assoldato un araldo con l’ordine di proclamare ai cuori degli uomini queste parole: “Immergiti, tu che lo puoi, in questo cratere, tu che credi nella risalita verso Colui che ha inviato sulla terra il cratere, tu che sai per quale fine sei venuto all’essere”. Tutti coloro che hanno quindi prestato orecchio alla proclamazione e sono stati battezzati (con questo battesimo) dell’intelletto hanno avuto parte alla conoscenza, divenendo uomini perfetti perché hanno ricevuto l’intelletto. Coloro invece che non hanno dato ascolto al proclama sono rimasti dei logici, perché non hanno acquisito in sovrappiù l’intelletto, sicché ignorano la meta per la quale sono venuti all’essere e chi sono gli autori della creazione».
(Corpus Hermeticum, 4: 3-4)