1983. Le cannibale


Le bien, le mal

De chair humaine

Ils sont faits

Mon solitaire secret

Annunci

1970. Anacoretiche

In un vano vano mi rintano invano

Fuggir da vanità è esercizio vano

Sarei men vanesio, bocconi s’un divano

* * *

La pietra cruda assaggio ma non ne traggo aggio

Il duro eremitaggio non da nessun vantaggio

Io sono qui da maggio e ancora non son saggio

Appena spunta un raggio ritornerò dal viaggio

Al mio umano oltraggio risponde un omaggio

È un divin messaggio: “Bisogno hai di un massaggio!”

Chiediloamanu inspired&devoted

1955. Omphalos, ovvero “Edipica”

E mi inerpico, euforico ed affannato

Tra le bianche cosce calcaree della terra

Tra le selve che ne coronano il venereo monte

Mentre nel folto ogni creatura canta il suo sacro silenzio

Mi lascio scivolare, giù, fagocitato dall’umido ventre

Dove si disvela ogni intimità nascosta, ogni travaglio

Dove si raccolgono e ci si può bagnare

Delle lagrime mai dette e mai piante

S’accascia la stanchezza su un giaciglio di morti pensieri

Ed io con lei, inerte ed arreso, perduto e sereno

Accanto a quell’ombelico da cui sgorga la vita

Da cui tutto si diparte, a cui tutto ritorna

Nell’inviolabile oscurità abissale del mistero

Matribus Almahabus 

* * *