1584. Punching ball

1584

L’Universo non solo ci ascolta, ma fa di tutto per dar ragione alle nostre convinzioni; ed è soprattutto sensibile a ciò che con più forza, insistenza e pervicacia di solito esprimiamo, ovvero lamentele e paure

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1583. Pertinenze

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Nulla ha di nostro, la nostra vita; che se davvero nostra fosse, allora vita non sarebbe

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La nostra vita non ci appartiene. Da grembo a tomba siamo legati ad altri. Passati e presenti. E da ogni crimine, da ogni gentilezza, generiamo il nostro futuro!

dal film “Cloud Atlas”

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1557. Harmonia Mundi, ovvero “Perchè ci vuole orecchio”

1557

Così come non tutti posseggono il talento di percepire i dettagli dell’esecuzione, per ogni singolo strumento, ascoltando un brano musicale, così non tutti sono in grado di percepire la “musica delle sfere” e di capacitarsi d’esser parte d’una composizione; tantomeno, conseguentemente, di adeguarvisi

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E coloro che sono stati visti danzare erano ritenuti pazzi da coloro che non potevano ascoltare la musica (Friedrich Nietzsche)

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1487. Indebellabile ottusità, ovvero “Tramonto dell’illuminismo”

1487

Com’era cinicamente prevedibile, il passaggio dalla religione del dogma, del dolore, della colpa e della repressione a quella della ragione, del piacere, della libertà e dell’emancipazione non ha cambiato la qualità dei fedeli; ne l’avvento della contraccezione ha rallentato la prolificazione della stupidità

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Il problema della stupidità ha la stessa valenza metafisica del problema del male, anzi di più: perché si può persino pensare (gnosticamente) che il male si annidi come possibilità rimossa nel seno stesso della Divinità; ma la Divinità non può ospitare e concepire la stupidità, e pertanto la sola presenza degli stupidi nel cosmo potrebbe testimoniare della morte di Dio

Umberto Eco

Nella vita attuale il mondo appartiene solo agli stupidi, agli insensibili e agli agitati. Il diritto a vivere e trionfare oggi si conquista quasi con gli stessi requisiti con cui si ottiene il ricovero in manicomio: l’incapacità di pensare, l’amoralità e l’ipereccitazione

Fernando Pessoa

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0948. Ventidue luglio, ovvero “Elogio della Sophia”

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Irrisa dall’ignorante
Vilipesa dall’erudito
Bestemmiatori empi
Nella casa di Dio
Che si votano da soli
Alla dannazione
Abbasso umile lo sguardo
Di fronte al tuo rifulgere
Nessuno ti può possedere
Nessuno ti può tradire
Chi ti desidera con concupiscenza
Tu lo castighi per il suo sommo Bene
Ma a chi ti venera
In silenziosa umile devozione
Concedi generosa la tua Grazia
Sei l’Amore e sei la Verità
Sei la Bellezza e sei l’Ispirazione
Sei la Sapienza e sei l’Educatrice
Sei Colei che punisce e premia
Sei la Mater…
Sei la Rosa che si schiude nel mio petto!

Critone, dobbiamo un gallo ad Asclepio, dateglielo, non ve ne dimenticate (Socrate)