2042. Anestetica

Anestetica, è questo il termine che userei per definire l’era che stiamo attraversando. Mi pare riassuma perfettamente la perdita dell’estetica, ovvero la perdita dell’etica, ovvero la perdita di coscienza e sensibilità, che non è difficile diagnosticare nell’attualità della nostra specie. Questa non è un epoca buia, in cui un eventuale piccola luce possa sfolgorare con ancor più intensità e dare così speranza e calore, indicare una via. Questa è l’epoca del totalmente incolore, dei cui protagonisti non rimarrà traccia, se non gli immensi cumuli di rifiuti da essi prodotti. Rifiuti talmente incoerenti ed incomprensibili nella loro funzionalità e significato, che nessun ipotetico futuro archeologo potrebbe mai individuare ed addivenire per tramite d’essi ad un anima storica che ci connoti. Anima che infatti non c’è. È morta l’essenza dell’uomo, è morta l’Umanità, e noi siamo solo i suoi inquieti fantasmi che, non ancora consapevoli del trapasso, si aggirano disperati imitando e parodiando la vita

2038. Appuntamento a Piazza Chiticaga

“Non giudicare e non sarai giudicato”… o il cosiddetto “Figlio di Dio” non aveva capito un beneamato o questo ammonimento sibillino è stato per duemila anni recepito in senso invertito. Gli esseri umani adorano essere giudicati, ed ogni loro azione pubblica verte al consapevolmente influenzare giurie e verdetti. E arriverei persino ad affermare, senza tema di smentita, che quello d’essere giudicati(ovviamente bene, seconda dello specifico contesto) sia il loro più grande bisogno e desiderio, oltre che unico motore e scopo esistenziale. Quindi, parafrasando, “Giudica, altrimenti corri il rischio che nessuno giudichi te”