1839. Il trucco c’è ma non si vede

1839

Donna è, sempre più, essere eccezionale e straordinario

Annunci

1838. Borderline

1838

L’altro, cippo invalicabile d’un confine

Oppure ponte, gittato oltre i propri limiti

Come dogana fra due regni…

O più spesso forse, solamente

Precario squallido strapuntino

A picco vertiginoso sulla desolazione

Dove si consuma, sterile

L’amplesso dei diseredati

*     *     *

1837. Akelarre

1837

Fedifrago linguaggio! 

Scrivo la parola silenzio

Rileggo, ed è frastuono

Dell’ermetico cavo in cui

Recluso riverbera il pensiero

Cerco disperato il guscio

Per con altri sensi percepire

La risonanza del brivido

Per con altri mezzi esprimere

La pienezza vibrante del vuoto

Laddove arriva e si diparte

Delle emozioni la eco

*     *     *

1836. Italia, Luglio, 99 anni dopo

1836

Si sta come d’estate sui marciapiedi le merde

Gruppetti isolati di stronzi esibizionisti, inutili e passivi. Dal bitume separati dalla terra, e da chiazze di piscio secco gli uni dagli altri. Orgogliosamente ubriachi del proprio lezzo, intolleranti e critici del tanfo altrui. Sorridenti beoti, baciati, abbacinati, calcinati dal sole, amatissimo nemico che prosciuga ogni fluido vietando la vita. Felice pasto di parassiti coprofagi, scambiati per pubblico festante e affezionato. In attesa d’una riconosciuta fama, d’un giorno da protagonisti, d’un piede distratto. Prima arrivi il temporale, a ripulire tutto.

1833. L’illusione del possedere e del perdere

1833

Dura appena il tempo d’una muta e sonnolenta stagione, dell’albero la nostalgia. Il cupo tempo di freddo dolore, a contemplar l’abbandono di quelle foglie un tempo parte viva; e ch’ora giacciono dattorno, sparse dal vento. Il tempo ch’occorre ai nidi per accogliere nuovi inquilini, ed ai rami per di nuovo verdeggiare. Il tempo ch’occorre alla pioggia per disfare il morto tappeto, ed alla vita di nutrirsene e farne colore. Il tempo di capire ciò di davvero prezioso ci appartiene, giammai lo si perde. Poichè il luogo ond’esso è custodito non è certo fuor di noi

*     *     *