1823. Post-mortem o pre-vitam?

1823

Galleggiare senza peso in un ambiente fluido ed oscuro; collegati ad un corpo, percepito nostro eppure estraneo, da un cordone che verrà reciso. L’impossibile sottrarsi al percorrere inermi un tunnel in fondo al quale vi è luce, ed esseri che ci attendono amorevoli. Questa è la storia sempre uguale a se stessa narrata da chi fortunosamente sfugge al trapasso. E mi chiedo se sia effettivamente un esperienza(immaginifica o meno) vissuta in quel momento, oppure il rimembrare quel primissimo ricordo che ci sfugge inesorabilmente in vita: quello della nostra nascita

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