1812. E senza…

1812

Tra le sinusoidi d’un brivido

Sotto una pelle viva, s’esiste

Collezionisti d’emozioni

Distillatori di memorie

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1811. Gracias a los vivientes

1811

Un salvadanaio vuoto, che non trilla più all’agitarlo, è quel che resta di chi ha sperperato prematuramente e incautamente tutti i suoi sogni. Ed allora occorre diventare amici della propria finitudine, per non aver paura più della disperazione. Per accettare la convivenza con una vita ch’abbaglia d’estranea bellezza; ed andare avanti sempre, pur senza meta. Per continuare a percepire il sapore delle piccole gioie e tenerezze che chi ancora sogna, a volte, generosamente dona facendoci posto al suo convivio; ed esserne grati

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1809. Il verso del dodo

1809

Impalcature d’adulazione

Sorreggono edifici pericolanti

S’addossano per non cadere

Gli alberi senza radici

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Ieri ricorreva il settenario di Senzafilo, colgo l’occasione per ringraziare gli irriducibili frequentatori di questa taverna da ubriaconi della loro goliardica compagnia. Per un oste stornellatore è decisamente più piacevole quando c’è chi davvero apprezza il vino della sua vigna piuttosto che il semplicemente stroncarsi