1802. Al Azif

1802

Ho visto i fili di ogni tempo ancorati al nulla convergere nell’eternità. Ed i cerchi concentrici della coscienza allargarsi a spirale nell’ignoto immanifesto. Ho visto sulle maglie della possibilità condensarsi come rugiada lo spazio; ed ogni goccia era un universo vibrante e numinoso. Ho visto, ho visto in ogni goccia riverberare e rifrangersi il riflesso di ogni altra, nel geometrico caleidoscopio dell’archetipo. Ho visto poi lo splendore della tela illuminata dal buio, ed il dipanarsi dell’ombra della luce. Ho visto il viaggio fermo della tessitrice ricamare se stessa. Ed in ogni dove ho scorto la follia del mio volto ripetuto all’infinito. Ho cercato, cercato, cercato, ovunque, il mostruoso ragno artefice di quell’opera immane senza trovarlo. Al suo posto lo sgomento terribile d’una consapevolezza: i miei occhi erano i suoi…

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6 risposte a “1802. Al Azif

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