1729.Il ballo del Qua-Qua

1729

Elevarsi, nell’immaginario collettivo, è l’utopia di staccarsi verticalmente da una condizione per raggiungerne un altra totalmente separata e “superiore”. Il risultato pratico, ad uno sguardo neutro, risulta quantomeno d’una comicità surreale: gente che sballonzola in ogni dove, mentre con occhi persi e agitando forsennata le braccia urla: “Guardate, sto volando!”. Salvo poi inevitabilmente e ricorrentemente, causa disattenzione, inciampare e cadere. L’uomo non è una monade abitatrice degli spazi intersiderali, ma un essere liminale, come un albero. E come un albero deve fare i conti con la terra e con la gravità se vuole svettare. L’elevazione verso il cielo è solo una possibile fase di un lentissimo processo espansivo, che non può prescindere dal preventivo affondare e comprendere, delle radici, nelle buie profondità della materia. Non c’è altro modo per trovare la stabilità ed il nutrimento necessari ed indispensabili allo slancio verso l’alto di una reale autentica crescita

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2 risposte a “1729.Il ballo del Qua-Qua

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