1626. Osservatorio cinico

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Il significato di “insegnare” è: imprimere un segno. Il che varrebbe anche a descrivere la marchiatura dei capi di bestiame per stabilirne la proprietà. La qual cosa, in effetti, corrisponde in maniera inquietante agli obiettivi dei sistemi educativi in voga da secoli. D’altronde, l’allargamento dell’accesso all’istruzione alle masse sembrerebbe confermare, anzichè smentire, come la maggior parte dell’umanità, pur avendone i mezzi, non si elevi neppure di una spanna dalla pura animalità. Ed anche se in grado di conseguire diplomi, lauree e dottorati non è altresì in grado di mettere in fila due pensieri senza ricorrere ad un manuale contenente istruzioni, ne di gestire imprevisti ed eccezioni; tantomeno di essere coerentemente logica e creativa. Gli insegnanti(quelli per vocazione, non i mestieranti) hanno la responsabilità di tener conto di questa realtà, cruda e scomoda quanto si vuole ma pur sempre realtà, e di impedire che il talento venga soffocato dall’incipiente erbaccia. Lasciar perdere il nozionismo, e piuttosto trasmettere il proprio amore per la conoscenza; questo è il segno da lasciare, perchè solo la curiosità accende la fiamma del sapere. E finchè anche una sola spiga riuscirà a crescere e generare ci sarà ancora speranza di non soccombere al buio della più totale e assoluta ignoranza, anche e soprattutto da quella imbiancata d’erudizione.

La coscienza si nutre di punti interrogativi, non di punti esclamativi

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Secondo la nostra consuetudine il compito dell’educazione consiste nel dire agli altri ciò che ci è stato detto. Vorrei che ogni precettore correggesse questo metodo e che, sin dall’inizio, secondo le reali possibilità dell’allievo affidatogli, cominciasse a metterlo alla prova facendogli apprezzare da solo le cose, inducendolo a sceglierle e a discernerle autonomamente, ora aprendogli la via, ora lasciando che se la apra da solo. Non vorrei che il precettore parlasse soltanto lui ma che, a sua volta, ascoltasse il discepolo. Socrate, e dopo di lui Arcesilao, avevano l’abitudine di far parlare prima i discepoli e solo dopo parlare loro. «L’autorità dei maestri – diceva Cicerone – nuoce spesso a coloro che vogliono imparare»

Michel de Montaigne

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