1408. Lila

1408

Quanto vera sa

Esser la bugia

Solida come pietra

D’ogni vana verità

Parrebbe scheletro

Tieniti al lato più luminoso del dubbio (Alfred Tennyson) 

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1405. Identità smarrite

Ci fu un tempo in cui tutti portavano la gonna, eppure ognuno era perfettamente conscio di chi fosse; era il tempo in cui non si riveriva e glorificava ne l’uomo ne la donna, ma solo il mistero e la ricchezza del generare vita. Si viveva si lottava e si moriva, prima che per se, per servire la vita stessa; fu il tempo in cui gli esseri umani conobbero l’immortalità

1402. Due più due, ovvero “Coordinate cartesiane”


La matematica non è una scienza. La matematica è un linguaggio. Qualsiasi linguaggio serve a descrivere la realtà. Qualsiasi descrizione della realtà ne è, nel migliore dei casi, un approssimazione. La migliore approssimazione della realtà è quella espressa dal linguaggio matematico. Non può esservi pensiero razionale senza linguaggio. Cartesio era un matematico, aveva una concezione matematico-geometrica della realtà e pensava in termini matematici. “Cogito ergo sum” rimane quindi una frase d’indubbio effetto, ma altrettanto priva di senso ed equivoca se non debitamente correlata a quanto sopra.

Nell’immagine, non Descartes bensì Luca Pacioli, matematico mentore di Leonardo da Vinci; tutti accomunati, insieme a tanti altri grandi, dalla stessa visione del mondo

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