1316. Quel che resta

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Alla fiera del villaggio
Odori, di carne e sudore
Di fumo e zucchero filato
Si ride e si danza
Si sfinisce l’infelicità
Dei giorni trascorsi
Boccali scoprono sorrisi
Vino cancella dagli occhi
Il velo della tristezza
S’accende il desiderio
Ubriacato d’oblio
Solitudini s’incontrano
Cantan della compagnia
Inni sconci, senza senso
E poi arrivan, bellissimi
I fuochi d’artificio
Finisce così la serata
Si spengon le luminarie
Scema la musica
Sazi e allegri, nel buio
Tornan tutti a casa
A sognar la prossima
Occasion di festa
M’attardo nel silenzio
Gli occhi si abituano
Al chiaror della luna
Rimango a rimirare
Quel viso d’avorio
D’irraggiungibile amante
Mi struggo stupidamente
Per quella strana mancanza
Accompagna sua presenza
Rugiada salata lecco via
Dalle labbra, in questa veglia
Prossima al gelido mattino
Ed è malinconica alba
Cuore colmo di nostalgia
Quel che resta
Di questa notte d’amore

Tutto quel che resta è tutto quel che è vero

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5 risposte a “1316. Quel che resta

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