0590. Il mio mare

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Del mare ho amato
Sempre e solo
L’onda della mareggiata
Quella che mi veniva a prendere
Sulle rive dell’inverno
Ridendo di pallido sole
Quella che nelle notti estive
Depositava la luna tra i miei piedi
Ed io ne raccoglievo tra la schiuma
Quella che mi sollevava
Violenta, in alto, sino al cielo
A graffiarne le grigie coltri
Ma più di tutte, quella che mi abbracciava
Che mi rapiva concupiscente dalla superficie
Per mostrarmi i segreti tesori della profondità

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Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare. (Giacomo Leopardi)

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(Arcana – Cantar De Procella)

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0589. Psychedelic Love

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Le tue mani mi guardano
I miei occhi ti carezzano
Le tue gambe mi abbracciano
Le mie braccia ti ascoltano
Disarticolazione della logica
Fisica della fisicità
Quantistica tattile
Entropia dei sensi
Fuochi di ellisse
Baricentri eccentrici
Fulcro, leva
Spirale di vita
Linee radiali
Non euclidee
Finito da cui nasce l’infinito
Infinito che muore nel finito
Coscienza geometrica
Puntiforme, adimensionale
Amore olografico
Incostanza di Planck
Annichilimento ed espansione
Gravitazione inversa

Mistero dei misteri

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Il sesso è un incidente: ciò che ne ricaviamo è momentaneo e casuale; noi miriamo a qualcosa di più riposto e misterioso di cui il sesso è solo un segno, un simbolo. (Cesare Pavese)

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(Simple Man – Ganesha (psy version) )

0565. Riconoscersi

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Nessuno può vedere oltre la maschera dell’altro, ma oltre la propria si; questo, però, purchè si ammetta di indossarne una

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“Chi sono io?” chiese un giovane ad un maestro di spiritualità.
“Sei quello che pensi.” rispose il saggio. “Te lo spiego con una piccola storia.
Un giorno, dalle mura di una città, verso il tramonto si videro sulla linea dell’orizzonte due persone che si abbracciavano.
“Sono un papà e una mamma”, pensò una bambina innocente.
“Sono due amanti”, pensò un uomo dal cuore torbido.
“Sono due amici che s’incontrano dopo molti anni”, pensò un uomo solo.
“Sono due mercanti che hanno concluso un buon affare”, pensò un uomo avido di denaro.
“E’ un padre che abbraccia un figlio di ritorno dalla guerra”, pensò una donna dall’anima tenera.
“E’ una figlia che abbraccia il padre di ritorno da un viaggio”, pensò un uomo addolorato per la morte di una figlia.
“Sono due innamorati”, pensò una ragazza che sognava l’amore.
“Sono due uomini che lottano all’ultimo sangue”, pensò un assassino.
“Chissà perché si abbracciano”, pensò un uomo dal cuore arido.
“Che bello vedere due persone che si abbracciano”, pensò un uomo di Dio.
“Ogni pensiero”, concluse il maestro ,” rivela a te stesso quello che sei.”

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0556. Ve lo do io il progresso!

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Più tra gli individui vengono ridotte le distanze spaziali, più aumentano quelle interiori. Più conoscenza viene acquisita e divulgata, e meno le persone sviluppano intelligenza e cultura. Più luoghi abbiamo la possibilità di visitare, e meno questi ci emozionano ed arricchiscono. Di più tempo possiamo disporre, e meno sappiamo come farne qualcosa di soddisfacente. Più attività abbiamo la possibilità di coltivare, più diventiamo apatici. Più mezzi abbiamo per comunicare, e meno voglia e cose abbiamo da scambiarci. Meno barriere culturali ci dividono dal prossimo, e più le relazioni diventano superficiali ed asettiche. Con più gente abbiamo la possibilità di entrare in contatto, e più ci sentiamo poveri di spirito e soli. La suprema pluralità di pensiero che ci viene messa a disposizione, invece di stimolarci, si trasforma misteriosamente in deprimente monocromatismo. Il confronto tra lessici, invece di produrre vocabolari più vari e ricchi, impoverisce il linguaggio. L’individuo, nuovamente rivestito della sua dignità, invece di brillare di luce propria, diventa un granello di sabbia, identico ad altri miliardi, in uno sterminato deserto intellettuale. L’arte, un tempo appannaggio di elìte aristocratiche, ora invece messa a disposizione delle masse, invece di nobilitare ed accendere il senso della bellezza ne induce l’atrofizzazione. Tutti i bisogni primari sono stati soddisfatti, l’aspettativa di vita si è allungata, la realizzazione di quasi ogni desiderio non è più utopia, siamo emancipati da ogni pressione moralistica tendente a limitare il nostro agire, la noia pare sia stata debellata per sempre, eppure l’infelicità e l’angoscia continuano a crescere…

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Se questa scienza che grandi vantaggi porterà all’uomo, non servirà all’uomo per comprendere se stesso, finirà per rigirarsi contro l’uomo. (Giordano Bruno)

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0526. Il Senso

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Destra sinistra
Sinistra destra
Veloce scorre la navetta
Tra i fili ben disposti dell’ordito
Che son tutti i miei incontri
Che son tutte le mie storie

Si dispiega la trama del destino
Da una cimosa all’altra
E ad ogni passata
Il pettine la batte
Lo stame l’abbraccia

Sinistra destra
Destra sinistra
Scorre la spola
Si muove il pedale
Scandisce il tempo
Inesorabile ritmo

Il fuso s’assottiglia
Di nodi oro e neri
Il disegno già s’indovina
Sulla tela prigioniera
Del divino telaio

E’ un canovaccio di poco pregio
Canovaccio d’opera teatrale
D’una buffa tragedia
D’una tragica commedia
Di cui son protagonista

Viaggio solo sul mio filo
Teso sopra il Nulla
Danzando in bilico
Tra i ghirigori del broccato
Caotico incrocio di miriadi d’altri fili

E Atropo attenta
Paziente attende

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Questo mondo viene di solito chiamato, dai superstiziosi e dagli ignoranti, “una valle di lacrime”, da cui saremo redenti grazie a qualche arbitrario intervento di Dio, e portati in cielo. Che concetto ristretto e rigido! Piuttosto, se vi va, chiamiamolo “la valle che forma l’anima”. Allora, sì, sarà possibile comprendere a che cosa serve il mondo […]. Io dico che forma l’anima, distinguendo l’anima dall’intelligenza. Ci possono essere intelligenze o scintille della divinità a milioni – ma non ci sono anime finché le scintille non hanno raggiunto un’identità, finché ognuna non è individualmente sé stessa. Le intelligenze sono atomi di percezione: conoscono, e vedono, e sono pure; in breve sono Dio. Ma allora come si formano le anime? Come riescono queste scintille, che sono Dio, a ricevere un’identità, così da possedere una beatitudine propria, specifica di ogni singola esistenza? Come, se non grazie a un mondo come il nostro?

John Keats

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But my peace has always depended
On all the ashes in my way