0214. Dedicato agli Amici

friendship star

Beato chi ha creduto vero l’impossibile contro ogni logica, chi non si è arreso davanti a nulla, perché la Magia gli si è manifestata.
Beato il Mago, perché nella più buia delle sue notti gli basta alzare lo sguardo da terra per vedere brillare la Stella.
Beato il Mago, che incontra sempre un Angelo, a ricordargli che la Stella continua a brillare, quando se ne dimentica.
Beato chi incontra un Mago, che gli mostra che la Magia esiste, e lo aiuta a rialzarsi quando cade
Beati gli Amici, che sono un unica cosa in un unico abbraccio

*     *     *

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0211. Arcano 22: “Io Sono Colui Che E’!”

Il Matto

Sono il Nulla che indossa la maschera dell’Esistenza
Sono Colui che SA’ di essere il Nulla che indossa la maschera dell’Esistenza
Sono Colui che sceglie consapevolmente quale maschera indossare

*     *     *

Siamo ciò con cui ci siamo identificati: è di questo che siamo fatti, e senza di questo non siamo (Krishnamurti)

C’ero soltanto.
C’ero. Intorno
 cadeva la neve.

Issa (1763-1828)

*     *     *

0209. Tutti i Segreti che un Deserto sà svelare

Universo

Mi sono addentrato nel Deserto del mio Cuore
Oceano sconfinato di arida rena
Cielo abissale ed eterno, senza scampo
Insostenibile lo sguardo di Ra
Incastonato nel diadema di Nut
Disperata solitudine e silenzio
 Grande l’Ombra di me stesso
Disperso nell’immensità
 Passi inutili e senza mèta
Inseguendo miraggi che dispaiono presto
Smarrito nell’apparente Nulla
 Sento le risa dei Djinn, i demoni dei luoghi desolati
Echeggiare tutt’intorno a me
Sempre più vicino
Il terrore mi taglia le gambe
Cado in ginocchio
Mi arrendo alla Fine, ad occhi chiusi

Si spegne il pensiero e comincio a Sentire
Il vento caldo che mi accarezza dolce la pelle
Facendomi rabbrividire
Ed in quello che sembrava silenzio opprimente
Adesso odo il rumore di miliardi di granelli di sabbia
Che quel vento trasforma in mormorio
 E’ la mia stessa Voce; mi sussurra: “Guarda!”
Apro gli occhi e finalmente Vedo
 Non più un luogo estraneo ed inospitale
Ma un paesaggio di armonia e bellezza
Che spezza il respiro
Poi all’orizzonte scorgo il Ghibli che galoppa infuriato verso di me
Portando seco la Tempesta
In un attimo sono travolto e accecato
Urla di guerra disumane mi irretiscono
Mentre il dramma della devastazione si consuma
Passano i minuti e poi di nuovo la Pace
Riapro gli occhi, niente è più come prima
Eppure ancora mi trovo al cospetto
Di un paesaggio di armonia e bellezza
Che spezza il respiro

Sono sconvolto dalla commozione
Mi sciolgo in un pianto di gioia e gratitudine e: meraviglia…
Lì dove sono cadute le lacrime ora è cresciuta
Una magnifica Rosa, splendida come mai se ne son viste
Rimango incantato a guardarla finchè non odo uno scalpitare alle mie spalle
Un dromedario senza finimenti si avvicina
Vuole mangiarsi la “mia” Rosa
Con le mani la proteggo mentre con i piedi allontano la bestia
Mi ferisco con le spine e copioso scorre il sangue lungo lo stelo
E quando raggiunge le radici la Rosa cresce
E diventa ancora più bella ed avvenente
Il dromedario sconfitto svanisce all’orizzonte
Ma ora son risoluto a proteggere con ogni mezzo
Quella bellezza che sento appartenermi
Mi tolgo il mantello e lo stendo sopra il bastone
 Che configgo in terra accanto alla “mia” Rosa
 “Ecco, sotto questo riparo niente potra più farti del male”
Mi addormento

Mi risveglio col pensiero della Rosa in testa
Scosto eccitato e impaziente un lembo del mantello
Per di nuovo ammirarla
Ma la trovo morta ed appassita
Ora la Voce del Deserto, la Mia Voce, ride sguaiata e dice:
“Povero Pazzo, senza Aria e Luce come pensavi potesse sopravvivere?”
Rabbia, disperazione, dolore lancinante; fuggo…
“Voglio andar via da qui!”
Corro e piango, piango e corro
Senza direzione, senza speranza
Finchè completamente spossato
Mi accascio al suolo invocando la Morte
Di nuovo la Voce: “Ehi, Povero Pazzo, voltati!”

Lo faccio e rimango attònito
Senza riferimenti ho evidentemente girato in tondo
 E là dove sono passato innaffiando l’arida polvere
Con la mia Disperazione e Sofferenza
Ora è sorta, rigogliosa e invitante, un oasi
 La Voce mormora ancora: “Quest’oasi non è Tua, ma l’hai creata Tu!”
“Il Dolore non è mai sprecato!”
“Ora i viandanti stanchi ed assetati avranno un posto dove rinfrancarsi”
 Adesso sono Io a ridere come un Folle
 “Ho ancora qualcosa da mostrarti e una cosa da dirti!”, sussurra la Voce

Di fronte a me un refolo di vento sibila
Si trasforma in turbine di sabbia
E quella sabbia si modella in forme familiari
Vi riconosco persone che ho incontrato
Amato, odiato, ammirato e disprezzato
Forme che si disfano e si ricompongono
L’una dentro l’altra, senza soluzione
E poi, mi trovo al cospetto del mio volto
Che mi sorride beffardo
Un istante dopo il vento cessa repentino
Ed anche quell’ultima forma si disperde
 Precipita al suolo, sabbia tra la sabbia
Delle dune immote e tutte uguali

La Mia Voce parla: “Ecco, ti ho svelato ogni Segreto!”
“Della Coscienza, del Tutto che diventa Molti e dei Molti che diventano Uno”
“Della Creazione, della Bellezza, del Sacrificio”
“Del Potere dell’Uomo, fatto ad immagine e somiglianza del Creatore”
“Dell’Errore cui è soggetto l’Uomo, radice di ogni Infelicità”
“Del Tempo e dell’Eternità”
“Dell’Illusione e della Realtà”
“Della Vita, della Morte; dell’Amore!”

“Dell’Amore…”
 “Povero Pazzo, che apiri a Saggezza e Conoscenza, di nulla ti ho nascosto l’Essenza”
“Un unica cosa ho ancora da confidarti:”

“L’Universo, è un corpo di Donna!”

*     *     *

Non Ti Ho Detto

Di non sfuggire a me
Mi troverai come una sorgente
 Ovunque vai in quel miraggio

Persino se mi abbandoni
Con rabbia per centomila anni
Alla fine ritornerai
 Visto che sono la tua casa finale.

Non ti ho detto
Di non essere ingannato con
I lustrini nella vita
 Io sono la tua realizzazione finale.

Non ti ho detto
Che sono il mare e tu sei il pesce piccolo
Meglio che rimani con me
Di non avventurarti sulle sponde secche.

Non ti ho detto
Di non andare verso la trappola
Come l’uccello allettato dall’esca
Ritorna da me, sono la tua forza illimitata.

Non ti ho detto
Altri spegneranno il tuo fuoco
 Rimani con me che ti metterò
 In fiamme e scalderò la tua anima.

Non ti ho detto
Altri ti deluderanno
Perderai la fonte
Di conforto che ti ho trovato.

Se sei illuminato tramite
La lanterna del tuo cuore
Guidandoti verso la casa di Dio
 Guardami, potrei essere la strada.

Jalal-ud-Din Rumi