0196. Spiritualità!?

Come fuori, così dentro...

Spiritualità non è affatto sinonimo di pace e bontà come comunemente (fra)inteso, ma risveglio dall’illusione. C’è chi si limita a togliere gli occhiali neri per indossarne un paio rosa e crede di aver raggiunto così l’illuminazione e il Paradiso. Stronzate!

La strada che dalla Terra conduce al Cielo passa necessariamente per il fondo dell’Inferno

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0193. Qualcosa di molto intimo, ovvero “contro il male di vivere”

Vida y Muerte

L’OSCURA FIAMMA 

Mi sono piazzato davanti allo specchio e mi osservo. Cerco ed incrocio i miei occhi; sempre gli stessi. Forse solo l’azzurro un pò più profondo e luminoso, ma son sempre loro. Con quell’ eterno enigma da risolvere che mi scruta da chissà quali insondabili abissi. Poi sposto l’attenzione sull’immagine che li circonda. Un immagine opaca che il tempo sbiadisce, come una vecchia foto, lento ed inesorabile. Vedo un volto stanco, disegnato con tratti decisi, quasi violenti. Come se qualcuno, con una penna, fosse ripassato mille volte sulle stesse linee, ed invece di confermarne l’espressività, le avesse piuttosto involontariamente e misteriosamente trasfigurate. Un volto che invecchia… Un corpo, che invecchia! Quel chilo in più, quel capello in meno, la barba sale e pepe, i muscoli ancora forti ma che non ostentano più il loro tracotante orgoglio virile. Mi osservo. Mi osservo e mi sorrido. E l’immagine di me ricambia con sguardo complice. Come due vecchi amici nostalgici rammentiamo le mirabolanti avventure vissute insieme: “A quante sfide non abbiamo detto di no, amico mio?” – “A tutte amico mio, a tutte… e sono tutte incise indelebili quì, proprio su questa pelle!”. Già, questa pelle… Una pergamena antica che trabocca storie. Talmente densa di cicatrici e parole che sembra sia finito lo spazio per potervi scrivere altro…
Toc toc! Bussano alla porta… Toc toc toc! Ma chi può essere?… Bum bum bum bum! Arrivo…
Apro l’uscio e mi travolgono. Entrano in casa senza il mio permesso. Indossano tutti una maschera; quelli che già conosco, quelli che devo ancora conoscere e anche quelli che mai conoscerò… I Miei Anni… Sono rumorosi, euforici, invadenti. Mi afferrano, mi sollevano, mi tirano, mi spingono, in un vorticare frenetico in cui non mi riesce neppure di capire quanti siano. C’è musica, è una festa, stiamo ballando. E’ un ritmo incalzante e ipnotico che ti rapisce irrimediabilmente. Non ci sono passi, ma solo un agitarsi caotico e ordinato allo stesso tempo. Ho le vertigini, non riesco a pensare, posso solo danzare…. Mentre piroetto in maniera improbabile tra gli ospiti, mi accorgo di Lei! Lei, dall’altra parte della sala, bellissima. Si muove sinuosa e sensuale, irresistibile, come la fiamma di una candela. Ora capisco, questa festa non è per me ma per Lei. Io sono solo l’ospite, il beneficiario della sua Grazia infinita. Gli occhi mi si velano di lacrime mentre la seguo con lo sguardo e cerco sempre danzando di raggiungerla. Desidero solo andarle più vicino. Il ballo si trasforma in gioco di seduzione. Lei conduce, io seguo. A volte ci avviciniamo, per poi subito allontanarci. A volte si nasconde nell’ombra e allora io la cerco disperato. A volte si avvolge di una luce che abbaglia, e devo distogliere lo sguardo. A volte sembra una bambina indifesa e smarrita ed io mi accingo a proteggerla. Poi diventa dura e sprezzante, crudele, ed io mi getto in terra per ricevere il suo colpo. Si traveste da vittima e mi offre la gola come se fossi il suo padrone e carnefice, e poi ancora da madre severa e indifferente. La sua espressione cambia di nuovo ed io sono un amante fedifrago che l’ha abbandonata, mentre lei si strugge in lacrime. Repentinamente i suoi occhi si rasserenano e vi riconosco una madre protettiva e preoccupata. Poi di nuovo cambia e diventa una femmina voluttuosa che mi fà impazzire di desiderio. Il Tempo non esiste più, esiste solo il ballo. Un ballo fatto di tutte le emozioni, di tutte le passioni possibili… e di odori. Odore di sudore che si mescola ad un profumo ultraterreno. Un odore che, come etere, mi inebria sempre più. Perdo i sensi. Il buio! Mi riprendo, Lei non c’è più. Non c’è più nessuno, solo il Silenzio. Ed uno specchio di fronte a me, con dentro un immagine che mi somiglia e mi sorride. Senza proferir parola. Cerco un punto di riferimento, qualcosa di familiare. Ritrovo i miei occhi. Mi avvicino per vedere meglio, voglio essere sicuro siano proprio i miei. L’immagine di me svanisce oltre i confini del campo visivo. Rimangono solo le mie pupille, ed io che mi affaccio oltre il bordo dell’abisso. Ed ora intravvedo a remote profondità, appena percettibile, un Oscura Fiamma che oscilla carezzata da un invisibile brezza. Si muove sinuosa e sensuale, come la fiamma di una candela, al ritmo di una musica incalzante ed ipnotica… è Lei! Lei che possiede tutti i nomi del mondo. Ma che tutti chiamano semplicemente Vita. Una voce mi fà trasalire: “Amico mio, finchè il sipario che son queste palpebre non calerà per sempre, balliamo! Lei è lì per noi e solo questo desidera da noi, danzare… Basta scrivere e raccontare storie! Basta dar da mangiare ai piccioni! Scrollati di dosso questa stanchezza e ricomincia a muovere le gambe! Non resistere, non far finta di non sentire quella musica. Abbandonati, arrenditi a Lei…”
Per un istante mi è parso di scorgere il brillìo di un sorriso, un flebile barlume, giusto nel fondo più profondo del mio sguardo…

(Scritto da me l’11 Aprile 2011)

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