1864. Nomofobia arimanica

1864

(S)Connessi…

Cos’è la vita? La forza aggregante che si oppone alla disgregazione della materia e che crea enti creanti. La vita, quindi, non è cosa che possa riguardare l’immateriale. Eppure abbiamo voltato le spalle alla realtà preferendo sprofondare nella dipendenza dalle immagini ideiche di essa; abbiamo dunque, così facendo, voltato le spalle alla vita stessa per sposare la sua controparte entropica, la morte. Abbiamo rinunciato al nostro potere di generare un anima coltivando l’attenzione cosciente verso la concretezza delle cose. Abbiamo deciso di recidere ogni pragmaticità nei nostri legami con il mondo, in nome di una “libertà felice” inventata di sana pianta, trasformando in tal modo noi stessi in monadi sterili, prevaricatrici e parassite. Abbiamo svuotato la parola amore di ogni connotazione progettuale, per riempirla della mutevolezza di senso dei nostri desideri. Ed eccoci diventati le cellule necrotizzate e necrotizzanti dell’umanità, incapaci di processi osmotici e sinergici, di solidarietà ed altruismo. Inetti nel produrre qualcosa di collettivamente utile, all’evoluzione piuttosto che alla mera conservazione. Siamo coloro che stanno uccidendo il corpo di cui fanno parte, e senza il quale non possiamo esistere

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1863. Qoelet

1863

Immaginazione

Meccanico volare

Di stanchi desideri

Che muovono

Rugginosi ingranaggi

E salire, salire

Lontano dalla realtà

Tra cieli caliginosi

In cui dispaiono

I contorni degli orizzonti

Conquistati all’altezza

S’offusca la visione

Nell’ipossìa del tangibile

Nel coma indotto da speranze

Nell’epilessia d’inutile affannarsi

Rinunziare al domani

Bisognerebbe forse

E senza controllo

Abbandonarsi

All’aliseo, planando

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