Google: uno strumento creato dalla CIA per il super controllo – controinformazione.info

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Sulla falsa idea di umiltà

L’umiltà non consiste nello stimare di meno se stessi. Questa è un’interpretazione volgare e banale dell’umiltà. Non è infatti umile chi si disistima e si sottovaluta, ma al contrario, può esprimere umiltà unicamente chi possiede una grande stima delle sue reali capacità. Solo se sei serenamente conscio della tua Forza… ti puoi permettere di essere umile. Se sei un maestro di arti marziali che si è sempre rivelato invincibile, allora puoi esprimere al massimo grado l’umiltà. Una persona ti colpisce e tu, se vuoi, puoi permetterti di non reagire. Non ti interessa. Non devi dimostrare nulla a te stesso. Non devi dimostrare nulla nemmeno agli altri, perché oramai la Forza è qualcosa che sei, non qualcosa che hai. D’altronde, riuscite a immaginare un autentico maestro marziale impegnato in una rissa di strada? Massima umiltà è sentire che tutta la tua Forza proviene dall’Alto e tu hai solo preparato per millenni un apparato psicofisico in funzione di quell’afflusso di Forza. Tutto ti è stato regalato e tu non hai merito per la tua Forza e per il Magnetismo che emani intorno a te. Poi c’è che si schernisce di fronte ai complimenti e arrossisce. Questo è un sintomo di scarsa autostima, per cui non si tratta di vera umiltà. In verità il tuo ego è stato colpito e affondato dal complimento. Non possedendo tu un’ottima stima di te, il complimento e la gratificazione che provengono dall’esterno ti imbarazzano in quanto non corrispondono al livello di stima che attualmente hai di te stesso. Anche chi si pone al centro dell’attenzione per auto-glorificarsi e mostrare quanto è bravo e intelligente, non può esprime umiltà, perché anche lui possiede una scarsa stima di sé. Se si sentisse davvero soddisfatto di sé, con tutto se stesso, diverrebbe automaticamente come un maestro e quindi sarebbe umile. Se deve continuamente dimostrare il proprio valore, non può concedersi di essere umile, ma deve sempre lottare per far vedere che c’è e che vale qualcosa. Sia l’imbarazzo che la gratificazione, che possono derivare dai complimenti degli altri, indicano entrambi il bisogno della conferma esterna, e questo bisogno origina dalla scarsa stima di sé, che è nemica della vera umiltà. L’autentica umiltà irradia intorno a sé un senso di sicurezza interiore, di regalità nell’azione, non un senso di piccolezza e chiusura, entrambi derivanti dall’incapacità di cogliere appieno il proprio valore. Solo chi è grande si può fare piccolo, ma non viceversa.

Salvatore Brizzi